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Come rendere sostenibile una azienda.

Quando un imprenditore pensa a come rendere sostenibile la sua azienda, in realtà dentro la sua testa sta pensando: come posso renderla più green o ecosostenibile? Come posso diminuire il mio impatto sul pianeta? Queste domande, che sono utili ad iniziare un percorso di sostenibilità, in realtà portano con se un grande errore. Sai quale? 

Sei pronto a scoprire a come si rende davvero sostenibile una azienda? Allora si inizia!


Come rendere sostenibile una azienda: un obiettivo non una soluzione.

E se ti dicessi che Netflix è sostenibile?

E che la Apple è stata una delle prime aziende che ha portato questo processo a livello mondiale?

Cosa mi risponderesti?

Probabilmente che sono impazzito!

Ma ora ti spiego perché invece quello che dico ha un fondo di verità.

La sostenibilità non è una soluzione green alla nostra vita o nella nostra azienda, ma è un obiettivo a cui puntare.

Una vision, un orizzonte da prendere come riferimento.

E il primo step di un processo che voglia essere davvero sostenibile è l'ottimizzazione delle energie.

Ma per fare cosa?

Per ridurre al minimo l'Entropia [qui un articolo su koroo.it che ne parlo].

Per ridurre gli sprechi di energia.

Quindi tornando alle nostre due aziende precedenti, sicuramente entrambe hanno poco a che vedere per ora con la ecosostenibilità, ma hanno attuato un sistema di riduzione degli sprechi di energie davvero pazzesco.

Sai in che modo?

Si sono posizionati per nicchie specifiche di mercato, hanno creato una loro identità per quelle nicchie ottimizzando quindi la comunicazione e hanno creato dei prodotti straordinari.

Creandoli ad hoc per una clientela specifica.

Ti rendi conto di quanto meno spreco di energia ci sia ora rispetto al passato?

Ma non è sempre stato cosi.

Pensa ora a Blockbuster.

Fino a pochi anni fa questa azienda portava video in tutte le case del mondo grazie al noleggio di DVD o videoccassette.

Adesso lo stesso l'impero è crollato solo dopo pochi anni dall'entrata di competitor digitali più efficienti e capaci di portare servizi più innovativi.

Grazie alla sua ottimizzazione delle risorse, Neflix è riuscita a creare prodotti più innovativi, con meno spreco di energie e risorse [come la plastica] per raggiungere un livello molto più alto di utenti.

O creando prodotti costruiti ad hoc sapendo già con sicurezza se avranno una platea o no.

Con un risultato molto più efficace.

Ovviamente tutto questo processo ha un impatto non solo positivo sul pianeta ma anche negativo.

Ma piano piano, se questo problema verrà ritenuto importante, sarà a sua volta risolto da Netflix o da un'altra azienda nel mercato.

Che se porterà vera innovazione a sua volta sostituirà il colosso americano.

Ma tutto questo discorso era per dirti una cosa precisa.

Sai quale?

Che la sostenibilità come tutti i processi esistenti è evoluzione.

E non possiamo passare ad uno step successivo se prima non abbiamo mai avuto esperienza del precedente.

Probabilmente non avremmo mai attivato e studiato proscessi come quello dell'economia circolare, se la generazione precedente non avesse causato una crisi climatica.

Prima si fallisce, poi se ne acquisisce l'esperienza e solo dopo si cerca una soluzione.

Si migliora.

Per questo dico a tutti quegli esperti della sostenibilità che vogliono il sistema "perfetto" a spreco zero: smettete di cercarlo perchè semplicemente non esiste.

Come rendere sostenibile una azienda: l'identità e posizionamento.

Il primo step è quindi quello dell'ottimizzazione.

Si inizia focalizzando una vision e una mission.

Ma perché?

Perché sono semplicemente il motivo per cui noi esistiamo.

E quando lo capiamo allora siamo in grado di canalizzare tutto il nostro flusso di energie in quella direzione.

Siamo in grado di canalizzare tutto ciò che siamo e che vorremmo essere.

Infatti lo scopo pratico della vision è la sua mission.

Perché la vision è il perché facciamo quello che facciamo, è ciò che vorremmo diventare.

E la mission è il come, la strada che vogliamo percorrere per raggiungere quel nostro sogno.

Quella nostra visione.

Solo dopo aver capito chi siamo e dove vogliamo andare allora possiamo posizionarci.

Capire dove entrare nell'ecosistema.

Non solo come persone ma anche come azienda.

Il nostro brand positioning.

Quindi è in questo step che iniziamo a progettare il nostro positioning.

Iniziamo a progettare quali sono le nostre competenze e a come differenziarci.

Ma soprattutto per chi.

Qual'è la nostra nicchia di mercato? Chi è in grado di comprendere subito chi sono e che le innovazione sto portando?

Semplice.

I nostri simili.

Ed è proprio ora che dobbiamo creare un prototipo di quella persona ideale.

Con nome e cognome, desideri, paure e tutta la sfera del suo mindset.

Questo protoripo ha un nome e si chiama User Persona o Buyer Persona.

Così ora saprai esattamente a chi ti stai rivolgendo.

Ovviamente dovrai aggiustare il tiro e aggiornare queste schede strada facendo.

Pian piano che capirai sempre meglio tutto ciò che pensano e come si comportano.

Se vuoi approfondire ho un articolo davvero interessante che devi assolutamente leggere: Come prendere ispirazione da un ecosistema.

Una volta scritto filo e per segno tutto il posizionamento e create le buyer persona è arrivato il momento di creare il positioning anche a livello sensoriale.

Ottimizzare la tua immagine.

Quello che le persone vedono di te.

La tua brand identity.

Hai presente il nome di una azienda o il suo logo?

Beh, esse sono la parte sensoriale del tuo brand.

In particolare quella dedicata alla vista.

Sono la punta dell'iceberg di tutto il sistema valoriale, di credenze e posizionamento del tuo brand.

E devono trasmettere esattamente i tuoi punti di forza e le sensazioni giuste nella mente del tuo pubblico.

Capisci allora perché questa fase è molto importante?

Capisci perchè non puoi andare su un sito di stock e acquistarne uno?

Perché ogni ecosistema che creiamo ha una identità propria ben definita.

Ha una sua complessità.

E questa complessità deve essere espressa in modo personalizzato attraverso una serie di immagini, suoni, odori ben definiti e differenti da quelli già presenti.

Perchè come ogni persona è differente l'una dall'altra anche le aziende lo sono.

Se vuoi approfondire ho creato una serie di articoli sulla scelta del nome e dei colori aziendali.

Oppure puoi iscriverti gratuitamente alla mia newsletter e ricevere fin da subito i sistemi di progettazione identitaria.

Come rendere sostenibile una azienda: ottimizzazione delle energie e risorse.

Malgrado lo step precedente sia anch'esso all'interno di una ottimizzazione delle risorse, preferisco dargli uno step esclusivo proprio per la sua importanza cruciale nella riuscita di tutto il processo.

Forse non te ne rendi ancora conto ma già facendo il primo step stai genttando le basi della creazione di un ecosistema.

Ed è propio in questa fase che si deve iniziare a comprendere quali sono i mezzi che vogliamo utilizzare nella creazione del nostro ecosistema.

Un pò come si sceglie le piante o i pesci da mettere dentro un acquario.

Ogni lavoro ha degli strumenti essenziali con i quali lavorare.

Quindi una volta messo nero su bianco il nostro posizionamento, con chi vogliamo relazionarci è ora di pensare di quali mezzi abbiamo bisogno per costruire un sistema efficace nel lungo periodo.

Per esempio se la nostra clientela vuole comprare solo miele in vasetti è inutile comprare alcuni macchinari che ci confezionano il miele in confezioni da 3 quintali.

É inutile comprare un camion con sponda se i miei clienti vogliono che io consegni "porta a porta" i miei prodotti.

Quindi iniziamo ad ottimizzare i mezzi del nostro lavoro e in contemporanea anche a studiare e progettare bene i nostri prodotti.

Ricordiamoci sempre che in un ecosistema tutto è collegato e queste fasi, anche se sembrano all'inizio scollegate, hanno in realtà una connessione pazzesca.

In cui una decisione influenza a catena mille altre.

Per questo dobbiamo progettare. Per analizzare i feedback e migliorare i processi.

Ottimizzazione dei prodotti.

Quindi potremmo iniziare anche ad ottimizzare la creazione di prodotti e servizi per il posizionamento che abbiamo scelto.

Come direbbe Seth Godin: per le persone che abbiamo scelto di servire.

Si studiano bene i problemi, la user experience, il modo in cui i clienti "usano" il prodotto e si creano prodotti straordinari.

Solo con questo effetto "wow" saremo in grado di essere visti nel mercato.

Saremo in grado di far parlare di noi, delle nostre soluzioni innovative e far conoscere anche i nostri valori.

É anche in questa fase che iniziamo a creare prodotti che possano rigenerare le risorse per le comunità e il pianeta.

É qui che possiamo creare dei flussi di lavoro che rimmettano energia nel processo stesso aziendale.

Anche per esempio creare un sistema, un funnel di vendita, che crei relazione con i nostri clienti è rigenerazione.

Perché la relazione è scambio, è community.

E una persona che ha una relazione con noi spenderà molto più tempo e denaro per stare "vicino a noi".

Vicino a persone che parlano e pensano in modo simile.

Scelta dei mezzi e strategie di comunicazione e vendita.

Ora possiamo scegliere i mezzi con i quali le persone entreranno in contatto con noi.

Ma non solo a livello di mezzi ma anche di strategia.

Se me lo concedi vorrei raccontarti solo un piccolo aneddoto riguardo un mio cliente.

Circa un anno fa mi chiama un imprenditore perché aveva un ecommerce per il quale aveva speso circa 60.000€ per costruirlo ma purtroppo questa piattaforma gli rendeva solo alcune centinaia di euro di fatturato al mese.

E questo era ovviamente insostenibile per lui.

Così gli chiesi: perchè secondo te ti trovi in questa situazione?

Semplice.

Perché non era stata creata una strategia di acquisizione, di brand awareness o semplicemente di promozione dei loro prodotti.

Questo dimostra che anche con i migliori mezzi, senza strategia non possiamo fare nulla.

Ed è vero anche viceversa.

Un'ottima strategia ma senza avere i mezzi per renderla efficace non ha senso.

Ecco perché ci sono qui io.

Per aiutarti proprio in questo processo.

Quindi è qui che dobbiamo capire quali mezzi utilizzare per la promozione e la vendita dei nostri prodotti.

Ma anche qui bisogna comprendere cosa potrebbe funzionare nel nostro periodo storico e nel territorio in cui vogliamo relazionarci.

Perché é inutile spendere migliaia di euro per essere su Rai 1 quando i nostri clienti stanno soprattutto su instagram e youtube.

Ovviamente questo è un esempio inventato ma serve per rendere l'idea di cosa sto parlando.

Un sistema che per esempio utilizzo io è quello di creare dei touchpoint.

Cioè dei "punti di contatto" in cui il cliente o persona entra a contatto con la nostra realtà.

Ci sono mezzi più profondi, in cui il cliente spende molto più tempo e attenzione per noi, come YouTube, il blog, un negozio fisico, ecc. 

E poi ci sono contenitori più "veloci" e di consumo come instagram, un annuncio, facebook, linkedin, ecc.

Per questo dobbiamo creare un percorso con il quale far camminare il nostro pubblico in base anche al loro livello di consapevolezza della nostra realtà.

Magari avremo modo di parlarne nello specifico ma questo articolo serve a farti capire in generale quali sono gli step necessari per la creazione di una azienda davvero sostenibile.

Ovviamente se in questa fase avremo fatto un ottimo positioning, tutto sarà già abbastanza chiaro nella mente dei nostri potenziali clienti.

E quindi non ci sarà bisogno di fare un marketing aggressivo ed inappropriato.

Ricordiamoci sempre che stiamo creando una relazione con persone.

Che hanno come noi dei sentimenti e uno stile di vita.

Non facciamo gli stronzi e rendiamoci conto di questa cosa ;-)

Ottimizzazione del funnel.

Per comprendere il sistema che sta dietro l'ottimizzazione dei processi voglio parlarti dei funnel.

Per darti una spiegazione quanto più precisa ed accurata di questo processo voglio citare il Growth Hacker Luca Mastella nel suo corso Funnel Secrets.

"Un funnel è una serie automatica di processi che si susseguono e/o sovrappongono e che hanno come fine ultimo la massimizzazione del valore che noi diamo o che riceviamo dal soggetto principale del nostro business, ovvero il nostro cliente".

Ecco qui un esempio di funnel costruito dalla mia Agencia Hyphae, di un lancio di prodotto con il quale siamo riusciti a ricavare circa 28.700€ con soli 300€ di spesa in pubblicità.

Funnel Evergreen Prelancio Settembre 2020

Come puoi vedere dall'immagine, progettare un funnel significa progettare tutti gli step che ci portano ad un dato obiettivo.

In realtà indipendentemente dalla figura del cliente.

Per esempio se il nostro obiettivo è quello di creare un processo di delega interno aziendale del lavoro, il "cliente" non sarà più esterno all'azienda ma sarà una persona che dovremo formare internamente.

Quindi possiamo utilizzare il sistema di pensiero "funnel" per ottimizzare tutti gli step che ci divido da un obiettivo.

Anche nello studio della user experience, dell'utilizzo di un prodotto è possibile utilizzare un funnel.

E in tante altre situazioni diverse.

Questo perché non è una soluzione ma un metodo per trovarne quante desideriamo.

Come rendere sostenibile una azienda: rigenerazione di energie e risorse.

Questo processo in realtà non è successivo a quello di ottimizzazione e anzi, spesso entrambe gli step coincidono in molti loro elementi.

Quando è il momento migliore per progettare una economia circolare aziendale?

Beh direi subito dopo lo studio dell'identità e del posizionamento.

Ma una volta completato esso darà maggiori informazioni da inserire all'interno della nostra identità.

Questo perchè la creazione di un ecosistema aziendale non è un processo lineare ma è un vero e proprio processo evolutivo.

In cui ogni parte ne influenza tante altre.

Ma poichè con questo contenuto mi sono prefissato di indicarti un metodo grazie al quale puoi rendere sostenibile la tua azienda, allora ho deciso di dedicare anche a questa fase un momento esclusivo.

Che va preso come tale solo nello studio e non nell'esecuzione del metodo.

Economia Circolare.

Come abbiamo visto nella sezione precedente, la creazione di prodotti e servizi straordinari è la base per avere successo con il proprio ecosistema.

E la rigenerazione delle risorse ed energie fa parte proprio di questo flusso positivo.

Per creare quindi un sistema davvero virtuoso bisogna ottimizzare tutta la filiera per fare in modo che i processi siano davvero rigenerativi.

Fare in modo che i nostri prodotti siano in grado di essere utilizzati o riutilizzati in diverse forme e situazioni differenti.

Quindi la domanda fondamentale in questa fase è: cosa accade verso il periodo di "fine vita" del nostro prodotto?

In che modo posso eliminare gli sprechi di energie e risorse e generare un impatto positivo [non zero] una volta terminata la vita del prodotto o servizio?

A tal proposito voglio proporti uno schema qui in basso.

Un modello in cui i prodotti non hanno un inizio o una fine in un tempo preciso ma vengono riutilizzati, reciclati o rimmessi nel mercato.

É possibile osservare questo modello dall'infografica sviluppata dalla Fondazione Ellen MacArthur: il cosidetto "modello a farfalla".

economia circolare

Con questo argomento puoi leggere un altro mio articolo che potrebbe interessarti.

Un articolo in cui spiego in modo chiaro questo processo di rigenerazione che deve affrontare una azienda per avere un impatto davvero positivo: Modelli di business: da lineare a circolare a rigenerativo.

Ma questo processo, riesce ad essere veramente efficiente se riusciamo ad aggiungere un valore fondamentale.

Spesso quando si pensa ad economia circolare si pensa anche al concetto di "rigenerazione".

Ed è anche in parte giusto perché l'economia circolare è un processo che in qualche modo rigenera le risorse e le energie.

Ma quello che manca in questo grafico è la capacita di un prodotto o di una azienda di generare un impatto positivo e non a livello zero.

Voglio farti l'esempio di una azienda di pannolini che ci descrive bene  Desiree Driesenaar in questo bellissimo articolo.

L'autrice descrive il caso studio dell'azienda Dycle, produttrice di pannolini compostabili.

Ecco qui il processo descritto: "In questo caso di business, i pannolini compostabili sono prodotti e utilizzati da comunità di genitori. I pannolini pieni vengono raccolti e trasformati in terra preta, una terra nera molto fertile che si trova in Amazzonia. Con la terra preta, il suolo intorno a una città sarà rigenerato, gli alberi da frutto cresceranno e con la frutta i bambini potranno essere nutriti.

Questo non è un caso d'affari di vendita di pannolini con un sacco di plastica (polimeri superassorbenti) al loro interno, senza preoccuparsi della salute del bambino, delle montagne di rifiuti o dell'ambiente inquinato in cui la famiglia deve vivere.

No, Dycle fornisce salute al bambino, costruzione della comunità, consapevolezza, terreno sano, alberi da frutta e cibo per bambini. Che abbondanza!"

Biomimesi e biomimetica.

Il concetto di rigenerazione nasce dallo studio della natura.

In particolare una scienza e un metodo che è in crescita in questi anni è quello della Biomimesi.

Ecco che descrizione ci da l'enciclopedia Treccani di questo processo: "Con biomimesi si designa la disciplina, di recente formalizzazione, che studia e imita le caratteristiche degli esseri viventi come modello cui ispirarsi per il miglioramento di attività e tecnologie umane. Si cita il caso della produzione di impermeabili, di vernici speciali impiegate nell’edilizia, di nuovi materiali adesivi, influenzata dall’osservazione e dall’analisi delle caratteristiche delle ali delle farfalle, di determinate sostanze presenti nelle foglie di alcune piante, delle membrane adesive dei gechi. In qualche modo, uno dei più illustri antenati moderni della biomimesi è considerabile Leonardo da Vinci."

La stessa disciplina è il fondamento della mia agenzia di crescita in Regenerative Business: Hyphae Agency.

Perché grazie all'osservazione della natura [e non scordiamoci che anche l'uomo è natura], siamo in grado di prendere ispirazione e creare strategie testate da milioni di anni da altre specie viventi. 

Milioni di anni di fallimenti e miglioramenti sotto i nostri occhi.

Dimmi se questa non è fortuna ;-)

Rigenerare il profitto.

Malgrado sia il contrario di quello che desiderano molti esperti di ecosostenibilità, un ecosistema rigenerativo ha nelle sue prime fasi di crescita un costo enorme.

Richiede un apporto di energie e risorse davvero grandi per il sostentamento del sistema stesso.

Ma una volta superata questa fase il sistema sarà in grado di ripagare tutto grazie ad un flusso autonomo di crescita ed impatto positivo.

Pensaci un attimo.

Tutto il sistema costruito su bassi ricarichi [cost based priced] è esattamente l'ideologia che sta alla base del capitalismo e soprattutto del consumismo.

Invece la sostenibilità, che nelle sue prime fasi non è per tutti [soprattutto per il costo dell'innovazione che dobbiamo creare], basa il suo concetto sul valore.

Compriamo meno oggetti ma che hanno un alto valore [e spesso prezzo] per noi.

Certificazioni di qualità e sostenibilità.

Come già sai io sono presidente di una delle prime 4 aziende in Italia ad aver aderito alla certificazione biologica nel settore apistico.

E non sai le volte che ho dovuto discutere con alcuni apicoltori riguardo il marchio biologico.

Perché mi dicono ma che vuol dire bio? Io curo le api allo stesso modo della certificazione ma una persona che mi viene a controllare non la voglio!

Ecco proprio a cosa serve il marchio.

Serve a certificare che la tua azienda segua alla lettera il protocollo che hai deciso di seguire.

Ovviamente questo oltre ad essere sinonimo, a livello percettivo, di serietà e professionalità dell'azienda, è anche talvolta uno strumento di differenziazione interessante.

Infatti ci sono certificazioni, come il crandle to crandle o la B-Corp che sono in questo contesto storico elementi differenzianti importanti.

Cioè ci permettono di essere notatati non solo per quello che facciamo ma anche per come lo facciamo.

E che impatto generiamo nel contesto in cui stiamo lavorando o vendendo i nostri prodotti o servizi.

Ok Lorenzo, quindi le certificazioni sono essenziali? Mi consigli di farle?

Come ogni cosa a cui rispondo, ti dico: dipende!

Dipende sempre dall'obiettivo che vuoi raggiungere e dal posizionamento.

Per esempio se io volessi vendere del miele porta a porta, visto il target di riferimento in Italia [generalizzando un pò ovviamente], sarebbe poco importante aderire alla certificazione biologica per vendere meglio i propri prodotti.

Ma potresti comunque farla per un discorso di serietà e professionalità.

Ma in questo caso la vendita essendo diretta puoi tu stesso "venderti" meglio al cliente, andando a generare fiducia nonostante il marchio.

Invece in un contesto più impersonale come un supermercato, il marchio è differenziante perchè davanti i tuoi occhi, sullo scaffale, avrai decide di prodotti tra cui scegliere.

E con quel marchio riesci ad attirare persone simili, con valori simili. solo tramite un pittogramma visivo.

Personalmente non faccio mai cerrtificare una azienda o progetto "a prescindere" dal contesto.

Valutiamo insieme all'imprenditore o al team di lavoro se può essere una scelta strategica interessante.

Una strategia però che spesso utilizzo, è quella di creare processi lavorativi come vorrebbe una certa certificazione [di cui condividiamo la vision e il sistema di controllo] ma senza richiederla.

Così quando ci sentiremo pronti o se lo riterremo necessario, sarà possibile richiederla a spreco di energie zero.

Come rendere sostenibile una azienda: conclusioni.

Come hai potuto vedere il processo di creazione di una azienda veramente sostenibile è davvero complesso e richiede una pianificazione davvero accurata.

Ma questo non deve scoraggiarti perché ci sono agenzie o altri professionisti come Hyphae che ti aiutano a fare un percorso preciso.

Partendo dalle cose più semplici e di cui hai consapevolezza, addentrandoci sempre più all'interno dell'argomento e i cambiamenti che dovrai fare.

Non esiste un unico percorso ma dobbiamo creare un sistema di ottimizzazione che parte in primis [e questo non te lo dice nessuno chiaramente!] dall'ottimizzazione di chi sei tu.

Dalla tua felicità e benessere interiori.

Se stai male creerai ecosistemi poco rigogliosi e malsani.

Ma se la tua vita è in equilibrio allora avrai tutte le energie necessarie per creare un ecosistema straordinario.

Per fare davvero la differenza.

Perché il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.
(Marcel Proust)

Non resta che crearti i tuoi nuovi occhi.

Un abbraccio, 

Lorenzo

 

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