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Oltre la sostenibilità: il business rigenerativo.

Durante la fine del primo lockdown del 2020 mi è successa una cosa terribile. Sai cosa? Dopo dieci anni il mio gatto, Miguelito, è stato investito da un'auto. É riuscito a tornare a casa zoppicando, mi sono preso cura di lui, ma purtroppo dopo due giorni è morto. Erano le 1.30 di notte e gli sono stato vicino fino all'ultimo respiro.

Il giorno dopo ho preso una vanga e l'ho seppellito nel mio giardino e ci ho piantato sopra una bella calendula. Lo so, quando succede non è per niente facile. Ma Miguelito ha iniziato a far parte di un processo straordinario ed è anche grazie a lui se ora tutti noi sopravviviamo. Dici che esagero? Te lo dimostro!

Preparati perché sarà un viaggio straordinario tra le strategie più antiche della natura.


Oltre la sostenibilità:  inizia tutto con la morte.

Ti ho voluto raccontare questa storia per un motivo preciso.

Per poter condividere con te una strategia straordinaria della natura.

Sto parlando della morte.

La morte è una delle strategie più potenti della natura, utilizzata talvolta per riequilibrare un sistema che sta degenerando nel caos.

Pensa un attimo all'Italia.

In questo momento nel nostro territorio c'è un fortissimo squilibrio tra anziani e giovani.

E malgrado tutto questo squilibrio, prima o poi verrà ripristinato l'equilibrio in due momenti differenti.

Sai quali?

Il primo durante la pensione [che però essendo stata portata sempre più avanti con l'età ha generato un ulteriore squilibrio].

E il secondo, più travolgente e doloroso per molte persone, è quello della morte.

Per questo la morte è strettamente collegata con la biodiversità.

Perché se accade che in una situazione viene a mancare in modo forte la varietà [biodiversità], la natura utilizza la morte come ultima arma per riequilibrare un sistema che corre verso l'autodistruzione.

Alla fine la stessa crisi climatica, la distruzione degli ecosistemi, i virus come il covid e tanti altri, non sono altro che figli proprio di questo squilibrio.

Figli che tentano di riequilibrare questo sistema.

Ok Lorenzo ma cosa accade poi?

Cosa accade agli esseri viventi dopo la morte?

Beh, se lo sapessi sarei in questo momento in cima ad una montagna con la barba lunghissima e potrei far levitare il mio corpo da terra con la sola forza del pensiero.

Ma poiché non possiedo questa risposta a livello spirituale, vorrei rispondere ad un’altra domanda.

Cosa accade al corpo di ogni essere vivente quando muore?

Inizia un processo a di poco straordinario.

Inizia pian piano a decomporsi e a nutrire miliardi di microrganismi che vivono nel suolo.

Questo processo sarà essenziale alle piante ed altri esseri viventi per prendere sostanze nutritive dal suolo e moltiplicarsi.

Ovviamente tutti noi sappiamo che in milioni di anni questo processo ha reso possibile la vita sulla terra.

Un processo che grazie alla fotosintesi clorofilliana, ha trasformato il nostro pianeta in un ecosistema vivente ed autonomo.

Pieno di relazioni e complessità.

Ok grazie Lorenzo per avermi raccontato tutto questo, ma cosa centra con la sostenibilità?

Centra tutto!

Ed è il motivo per cui la sostenibilità è fallimentare.

 

Oltre la sostenibilità:  l’impatto zero non esiste.

Molte persone, esperti della sostenibilità e probabilmente il 99% delle persone pensa che il prossimo step da seguire sia quello di generare un impatto zero.

Che la soluzione a tutti i nostri mali sia azzerare gli sprechi nelle aziende ma anche alla vita di ognuno di noi. 

Ma andiamo a vedere cosa significano davvero queste due piccole parole?

L’impatto zero sia ha quando il risultato degli input ed output di un sistema ha un valore molto simile e vicino allo zero.

Allora ti chiedo una cosa: dopo quello che ti ho detto nello scorso paragrafo, ti sembra che questo semplice processo evolutivo abbia generato un impatto uguale o prossimo allo zero?

Direi proprio di no.

Invece il valore e l’energia che torna all’ecosistema stesso è molto maggiore di quella che è stata utilizzata durante la nostra vita.

Ma non solo.

Se pensi che con la nostra morte contribuiamo a creare un ecosistema vivente autonomo non ha dello straordinario?

Questo significa solo una cosa.

Sai di cosa sto parlando?

Che se noi andiamo a sommare le singole parti di questo sistema complesso, il risultato sarà molto maggiore dei numeri che usciranno fuori per calcolarlo.

Perché in un sistema complesso il risultato è più della somma di tutte le sue parti prese singolarmente [teoria della gestalt].

Perciò ora veniamo a ciò che davvero mi appassiona.

Questa che sto per dirti è una domanda che per molto tempo ha solleticato le mie giornate.

E la risposta ha dell’incredibile!

É possibile allora creare un business che si comporta come un vero e proprio ecosistema, il cui risultato non è zero ma è positivo?

Cioè creare un business che possa rigenerare parte dei suoi output per il sostentamento di tutta la comunità e il pianeta?

E farlo anche come farebbe la natura, cioè con abbondanza?

 

Oltre la sostenibilità: la rigenerazione.

Se stiamo pensando che la risposta sia sostenibilità non stiamo andando secondo me nella direzione giusta.

A meno che non inseriamo nel paradigma un’altro concetto.

Sto parlando della rigenerazione.

In realtà in inglese esiste un modo specifico per indicare questo tipo di sostenibilità.

Sto parlando della “Regenerative Sustainability Business”.

Ma perché allora spesso sentiamo parlare tanto di sostenibilità ma solo a livello ambientale?

Secondo me esistono vari motivi ma due sono quelli principali.

Il primo è che la maggior parte degli esperti della sostenibilità conoscono molto l’ambiente, hanno studiato come si può ridurre la c02, come non usare la plastica, ecc. ma non hanno esperienza di come rendere tutto questo sostenibile a livello economico e talvolta nemmeno a livello sociale.

Il problema è che non si può definire un prodotto sostenibile solo perché non è stata utilizzata la plastica o perché c’è meno spreco di risorse.

Perché la sostenibilità è molto più complessa di quanto ci piacerebbe.

Quanto sarebbe facile dire ai propri follower: “forza ragazzi comprate quel prodotto che è sostenibile!”

Ma la realtà è ben diversa.

Il secondo motivo è che ancora non abbiamo compreso una cosa fondamentale.

Ormai lo sai bene è uno dei miei mantra preferiti ;-P

Che noi non siamo parte della natura.

Ma noi siamo natura.

Perciò non esiste un giusto o uno sbagliato, o il bene o il male ma solo ciò che è più efficace in una data situazione specifica.

Quello che rende sostenibile una azienda o un business quindi non è solo utilizzare la carta fsc per i propri packaging ma è soprattutto il mettere in moto una serie di processi virtuosi in cui gli output [inteso come benefici creati] sono maggiori degli input.

Cioè in poche parole, un prodotto è sostenibile se tutto il sistema messo in piedi per averlo creato lo è.

E un sistema che prevede un impatto zero non è sostenibile.

Perché non è così che funziona un ecosistema.

Ecco perché siamo ancora, secondo me, molto indietro rispetto a questo argomento.

Perché si cerca ancora di portare avanti una battaglia senza avere la consapevolezza necessaria della complessità delle interazioni che dobbiamo portare avanti per avere successo.

 

Oltre la sostenibilità:  pastori di alberi.

Meraviglioso è l’esempio della Micorrizza.

Sai cosa è?

Anche io in realtà ho scoperto da poco questa parola.

Deriva dal greco antico ed è un tipo di simbiosi che avviene tra funghi e piante.

Addirittura si stima che circa il 90% degli alberi che crescono in foreste temperate partecipi a questo tipo di associazioni.

In poche parole alcuni tipi di funghi creano dei rapporti di simbiosi e una fitta rete nutrizionale [e di altro tipo] tra loro e le piante di un territorio.

In questo modo possono equilibrare il livello di nutrimenti per ciascuna pianta presente nell’ambiente.

Se ci pensi è davvero straordinario.

Per fare un esempio semplicistico, se in un ambiente c’è una pianta a cui non arriva abbastanza sostanza nutritiva, le Ife come dei veri pastori di alberi, la nutrono permettendogli di sopravvivere.

Ed è proprio in questo modo che ragiona un sistema rigenerativo.

Dove il rapporto tra le aziende come tra gli alberi, non è sempre e solo di tipo competitivo ma anche di collaborazione e competizione per il miglioramento interno di tutto l’ecosistema.

Lascio un link per approfondire l’argomento.

https://it.wikipedia.org/wiki/Micorriza

Se in più hai Netflix puoi guardarti la serie “Mondi Alieni” che tratta proprio questi argomenti evolutivi tra piante e animali.

A questo proposito ringrazio davvero i miei genitori, che grazie al loro lavoro, ho sempre potuto trattare questi argomenti fin da quando ero piccolo.

 

Oltre la sostenibilità:  conclusioni.

Quindi per trarre alcune conclusioni, è sbagliato parlare di sostenibilità?

Secondo me no.

Ma solo se l’associamo alla rigenerazione.

E la rigenerazione non è solo una parola da mettere prima o dopo, ma un modello che rende tutto più affascinante e complesso.

Per questo nascono persone che amano fare il mio lavoro.

Cioè aiutare i business a raggiungere il successo ma cambiando totalmente paradigma.

Scardinando ciò che si è sempre pensato ed andare verso un nuovo step evolutivo.

Quello che non vede più l’uomo al centro ma come parte della natura stessa.

E qual’è il modo migliore di avere successo se non creando un business che funziona esattamente con le stesse regole e strategie della natura che hanno successo?

Perché alla fine tutti noi ormai lo sappiamo.

Sai cosa?

Che dentro la natura c’è già tutto.

E quindi dentro noi stessi, essendo natura, ci sono tutte le risposte che cerchiamo.

Perché "tutti i poteri dell’universo sono già dentro di voi. Siete voi che vi siete coperti gli occhi con le vostre mani. Vi lamentate che è buio. Siate consapevoli che intorno a voi non ci sono tenebre. Togliete le mani dai vostri vostri occhi e apparirà la luce, che era lì da un’eternità" – Swami Vivekananda

Un abbraccio,

Lorenzo

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