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Cosa significa essere multipotenziale: il DNA del cambiamento.

Io sono un multipotenziale. Ma cosa significa essere un multipotenziale e soprattutto che ruolo ha una persona con queste caratteristiche nel disegno della natura e dell'universo? Le informazioni racchiuse in questo articolo non le troverai in nessun altro contenuto sul web.


Io sono multipotenziale:  chi sono?

Quando ero ragazzo ho passato un momento davvero difficile.

Avevo una semplice domanda fissa nella mente a cui non riuscivo a trovare una risposta: chi sono? Perchè esisto?

Ma per quanto cercassi in ogni angolo non riuscivo a trovare un senso alle mie parole.

Non riuscivo a trovare il mio perché.

Malgrado avessi mille passioni e progetti al contrario dei miei amici ed amiche, ero molto meno focalizzato di loro.

Avevo molte meno certezze.

Non riuscivo a focalizzare il mio piacere perché ne avevo tanti.

Ero curioso di esplorare ed imparare sempre cose nuove.

Ma una volta che diventavo bravo a fare quella cosa la smettevo preso da una noia mortale.

Così con il passare del tempo ho fatto un errore.

Un errore che nel tempo ho pagato a caro prezzo.

Sai quale?!

Pensaci un attimo perché forse lo hai fatto anche tu.

Ho iniziato a pensare che fossi io la persona sbagliata.

Che avessi io qualche problema.

E questo errore mi è costato anni e anni di percorso.

Anni e anni di crescita.

Ma si sa.

Si è esattamente nel momento in cui dovremmo essere.

Siamo esattamente nel luogo e momento che ci siamo costruiti.

Ma pian piano ho iniziato muovermi ancora con più sete di conscenza.

Ho iniziato ad esplorare e migliorare le mie capacità.

E più andavo avanti, più scoprivo parti nascoste del mio carattere.

Così come accade per le migliori scoperte, trovai "per caso" un articolo che parlava di multipotenzialità.

Ancora me lo ricordo ed è un articolo molto bello di Raffaele Gaito che puoi trovare cliccando a questo link →

Una luce allora attraversò come un lampo la mia mente e in un solo secondo compresi anni e anni di sofferenza e solitudine.

Fu in quel momento che scoprii di essere un multipotenziale.

Ma cosa è un multipotenziale?

Per comprenderlo da un punto di vista analitico basta andare a leggere le poche righe di wikipedia:  Multipotenzialità (dall’inglese multipotentiality) identifica la qualità e la capacità delle persone che hanno più interessi e attività, una forte curiosità intellettuale, sono creativi ed eccellono in più settori. Questo tipo di persone si definiscono multipotenziali.

Quindi la caratteristica principale di un multipotenziale è quella di creare continuamente progetti, avere più passioni ed acquisire costantemente maggiori competenze.

Ti sembra di ritrovarti in queste caratteristiche?

Aspetta, perché siamo solo all'inizio del percorso!

Io sono multipotenziale:  il mio ruolo nell'universo.

Come sai ogni cosa in natura si è evoluta all'interno di un contesto  che le ha permesso di sviluppare negli anni delle caratteristiche che l'hanno portata a sopravvivere o ad estinguersi.

Così anche io volevo trovare il mio ruolo all'interno dell'universo.

Il perchè ero nato.

Cavolo Lorenzo non ti sebra esagerata come domanda?

Beh, sicuramente come ogni scoperta che sia degna di essere raccontata, questa domanda ha in cuor suo una caratteristica fondamentale che altre non hanno.

Sai quale?!

Che è mossa da grande obbiettivo e visione forte alle spalle.

E poi da come è andata la mia ricerca, ti farò vedere che alla fine avevo ragione a cercare una risposta!

Così iniziai a cercare centinaia di informazioni in giro per il web e nella bibliografia internazionale.

Ma nessuna riusciva a dare risposta alla mia domanda.

Fino a quando, ad un certo punto, tutto è cambiato.

Sai quando è successo?

Quando ho iniziato a vivere di ciò che amavo.

Di ciò che mi rendeva felice e appagato.

Perché quando ami qualcosa inizi a comprendere cosa significa davvero "essere nel tuo flusso dell'esistenza".

Quella cosa che tante filosofie orientali indicano con il nome di "destino".

Inteso come l'essere nella giusta strada nel voler diventare chi vorresti essere.

E quindi fare esattamente della tua vita ciò che desideri fare.

 Torniamo però alla domanda principale: io cosa sono? chi sono?

Seguimi in questo ragionamento e non ti abbattere se all'inizio può sembrare strano o contorto.

La natura, cioè l'universo, ha in cuor suo una grande strategia che mette in atto per sopravvivere e creare costantemente complessità.

Sai di cosa sto parlando?

Pensaci un secondo.

Ce l'hai davanti ai tuoi occhi ogni istante della vita.

E anche tu ne fai parte in modo profondo.

Sto parlando della biodiversità.

Cioè la natura mette in atto più strategie di sopravvivenza possibili [grazie alla varietà e diversità] perchè così ha più chace di sopravvivere ai cambiamenti.

Alcune di queste "soluzioni" sopravviveranno, quelle più resilienti ai cambiamenti, e altre si estingueranno, quelle più rigide.

Detto questo, qual è quindi l'obiettivo a cui punta la natura?

Semplice quanto efficace: ad aumentare costantemente la biodiversità per aumentare le proprie chance di sopravvivenza.

Ed è giusto che ti dica che aumentando la biodiversità, aumentano anche le relazioni tra i vari sistemi e quindi le connessioni del sistema intero.

Quindi più aumenta la biodiversità, più aumenta la complessità del sistema.

Ora possiamo ritornare al nostro caro multipotenziale.

Cosa è un multipotenziale se non una persona che crea costantemente progetti, crea relazioni e quindi crea diversità e complessità?

Perché se così fosse, il multipotenziale sarebbe una delle figure centrali del cambiamento.

Il più grande, come lo chiamo io, creatore di biodiversità e complessità esistente.

E secondo la mia ipotesi non finisci qui la meraviglia!

Perché non ci sono solo uomini o donne multipotenziali, ma anche piante ed animali.

Ed altre specie esistenti che magari non conosciamo.

Cioè per riassumere: secondo la mia tesi esisterebbero altri esseri complessi come noi, che riescono a creare meglio di altri, altri sistemi complessi e relazioni.

A creare, quella che noi chiamiamo: comunità, relazioni e connessioni.

Ad avvalorare la mia tesi c'è un altro principio dato dalle caratteristiche intriseche di una persona multipotenziale.

La caratteristica di essere ai margini del pensiero e della società.

Fondamentalmente il multipotenziale è, per semplificare, un ribelle che mette in discussione, a volte in modo forte e talvolta eccessivo, il sistema stesso.

Cioè un multipotenziale odia tutto ciò che è ordinario, facile e preconfezionato.

E se la mia tesi è giusta, è di fatto un innovator o early adopter secondo la curva di Rogers →

Cioè una persona che ceerebbe sempre nuove nicchie di mercato e primo utilizzatore e creatore dell'innovazione.

Ecco che ora il quadro generale inizia a prendere forma non sei d'accordo con me?!

Ma ora voglio farti una domanda.

Come ogni cosa la biodiversità opera su più livelli.

Se esiste una persona che crea biodiversità e quindi tende al cambiamento ce ne devono essere delle altre che tendono alla resistenza al cambiamento.

Cioè, ti immagini un mondo fatto solo di multipotenziali?

Probabilmente lo avremmo già distrutto da tempo!

Perciò l'equilibrio è dato da cosa?

Dal fatto che esistono persone che creano progetti e altre che tendono a distruggerli e/o a rallentare questo processo.

E qui entra in gioco proprio la famosa curva di Rogers!

Essa divide la popolazione in base all'utilizzo dell'innovazione: Innovator 2,5%, Early Adopter 13,5%, Massa Precoce 34%, Massa Tardiva 34% e Ritardatari 16%.

Ed è qui in base a questi dati che il gioco si fa più bello ed avvincente!

Sei pronto/a?!

Insieme possiamo cambiare il mondo.

Se guardi i numeri [che vanno presi non come verità assoluta ma come ispirazione] noterai una netta differenza tra il numero degli innovator e quello delle altre categorie.

Gli innovatori sono un misero 2,5%.

Ciò significa che nel corso della nostra evoluzione siamo arrivati ad avere un 2,5% della popolazione che è un innovator e quindi, secondo la mia tesi, con molta probabilità un multipotenziale.

Se ci mettiamo dentro anche gli Early Adopter si arriva in totale al 16%.

Ciò significa che chi contribuisce a cambiare il mondo in modo forte è proprio parte di quel 16%.

E se ci pensiamo bene è un numero davvero esiguo rispetto al resto della popolazione.

Considerato ulteriormente il fatto che i numeri non sono precisi e che di quel 16% non sono tutti innovatori con la stessa intesità.

Ovviamente abbiamo anche delle variabili gigantesche in mezzo.

Per esempio il fatto che un paese decida di investire o meno in questo tipo di persone.

Per esempio una nazione che ha come obiettivo una democrazia meritocratica, sta investendo più o meno direttamente non solo sul futuro dei suoi multipotenziali ma anche di quelle persone non multipotenziali ma che vogliono vivere di ciò che amano ed esprimere al meglio le loro potenzialità.

Inoltre un errore che non andrebbe mai fatto è quello di semplificare troppo questa tesi e i suoi numeri.

Nel senso che ci sono tanti multipotenziali ma sarebbe un errore compararli tra loro.

Perché?

Per il semplice fatto che ognuno è diverso dall'altro.

Hanno sicuramente tendenze simili ma con esperienze e codice genetico molto differente.

Io per esempio sono una persona che malgrado sia molto ribelle e competitiva di indole, tende sempre a cercare un compromesso per l'equilibrio.

Non sono assolutamente quello che se ne vuole andare in mezzo ad una montagna e non vuole aver nulla a che fare con la società.

Perché penso in cuor mio che il vero cambiamento sia soprattutto nelle scelte di comunità e non in quelle individuali.

Anche se inizialmente vengono prese da una ristretta nicchia di persone e non dalla massa.

Ma ci sono multipotenziali completamente differenti da me.

Con visioni, valori e soprattutto passioni completamente diverse dalle mie.

Proprio perché la natura vuole avere più chance, possibilità di mandare avanti le strategie e soluzioni più efficaci.

E come se non bastasse la natura ha un suo sistema autoregolante.

Nel senso che, facendo un esempio del tutto casuale, se ci trovassimo in un dato luogo, in una situazione molto difficile a livello sociale ed economico, questo potrebbe essere un "ambiente" più favorevole alla moltiplicazione di multipotenziali piuttosto che di persone più "specializzate".

Proprio perché, ragionando per assurdo, in una tale situazione il multipotenziale avrà meglio la capacità di esprimere il suo potenziale.

E quindi anche quello di prosperare e di moltiplicarsi e di fare figli.

Ovviamente la stessa cosa potrebbe avvenire in un diverso contesto per un altro gruppo di persone.

Da studi recenti emergerebbe una caratteristica maggiore di resilienza in momenti difficili, da parte di quegli individui e specie che non si sono nel tempo specializzate.

La parola stessa resilienza, che tanti hanno iniziato ad odiare dopo la pandemia, ha in cuor suo il concetto di dinamismo e cambiamento e difficilmente di specializzazione [anche se talvolta la specializzazione può rientrare come strategia in un contesto di resilienza per un dato periodo di tempo].

Ma per quale motivo è più resiliente un specie non specializzata?

Molto semplice se ci pensi un attimo.

Perché hanno più competenze e non una sola specifica.

Mangiano magari più tipi di cibo, oppure la capacità dicambiare lavoro molto velocemente e in contentesti più trasversali, ecc.

E quindi chi avrà più possibilità e chance di sopravvivere sarà chi in modo "creativo" saprà superare le avversità in modo efficace.

Se ci pensiamo un attimo è proprio nel nostro contesto socio-economico e temporale che il multipotenziale trova terreno fertile per esprimere se stesso e dare il meglio dalle proprie capacità.

Perchè?

Perché in un mondo sempre più complesso, il multipotenziale avrà idealmente più capacità di gestire al meglio le connessioni e flussi.

Al contrario di una persona più specializzata che sarà più "utile" in contesti sicuri e tranquilli.

Inoltre malgrado la nostra società tenda alla specializzazione in modo esasperato, sono sempre più richieste delle "soft skills" sempre più trasversali rispetto alla propria mansione.

Come per esempio: creatività, capacità di problem solving, capacità di lavorare in team e per obiettivi comuni, negoziazione, flessibilità, ecc.

Anche se poi alla fine credo fermamente che ci sia un fattore che sarà davvero determinate nel prossimo futuro.

Sai quale?

Che è il contesto di unione che ci permetterà di collegare la diversità delle nostre competenze e costruire qualcosa di mai visto prima.

É grazie alla costruzione di comunità e connessioni che potremo creare una "super-mente" che potrebbe farci uscire da questo mondo immerso nel caos e ad alta entropia.

E soprattutto in una terra con una diminuzione preoccupante di biodiversità.

La morte è solo l'inizio.

Lo so.

Avrei potuto concludere il mio articolo con il paragrafo precedente.

Ma volevo parlare di un'ultima cosa che, in un certo qual modo, riguarda tutti noi.

Sto parlando della morte.

Ti sei mai chiesto cosa sia la morte?

A cosa serve la morte?

Non tanto a livello spirituale ma a livello strategico della natura.

La morte è, se ci pensi bene, l'ultima strategia di equilibrio di biodiversità che ha la natura.

Cioè cosa accade Lorenzo nel pragmatico?

Pensa per esempio alla situazione sociale italiana.

Abbiamo un forte squilibrio di anziani rispetto ai bambini e giovani. Dati Istat →

Abbiamo milioni di persone che ricoprono ruoli di lavoro, dirigenziali e decisionali che hanno un'età anagrafica molto alta.

E una persona di quella fascia ha di per se delle caratteristiche più conservatrici che progressiste.

Un multipotenziale di 60 anni sarà con molta probabilità più conservatore di un multipotenziale di 20 anni,  o comunque avrà valori molto più legati al passato.

Infatti l'Italia si trova agli ultimi posti anche nella crescita digitale proprio perché soprattutto la fascia di popolazione che gestisce la "digitalizzazione" non è in grado di comprenderne l'importanza e ha dei valori ormai spesso legati al passato.

Ma cosa centra la morte Lorenzo riguardo questa cosa?

Perchè la morte subentra nel livellamento di situazioni di forte squilibrio.

Come per esempio proprio questo.

Arriverà il momento in cui la morte ucciderà una grande fetta della popolazione e in tempi poco dilatati.

Questo permetterà, almeno idealmente, un raggiungimento da parte delle fasce più giovani e progressiste, delle risorse per costruire progetti positivi nel lungo periodo.

Ecco perché la morte è una delle più grandi strategie di sopravvivenza della natura.

Uccidere il vecchio per dare spazio al nuovo, a nuove possibilità e a nuova biodiversità.

Io sono multipotenziale: conclusione.

Dopo averti spiegato qual è la mia tesi che vede il moltipotenziale come figura centrale del cambiamento, vorrei fare una precisazione.

Quello che penso è che essere multipotenziale non è poi alla fine cosi importante.

Ma quello che è importante è che ognuno possa esprimere al meglio i propri talenti, la propria diversità.

Che possa esprimere al meglio la strategia per cui è nato/a.

L'unica cosa che mi sento di suggerire è quella di prendere ispirazione da quello che il multipotenziale porta avanti ogni giorno della sua vita: aumentare la biodiversità attraverso le proprie competenze.

Perché avere nella nostra vita solo una o poche competenze è estremamente pericoloso per chiunque.

Perché ci espone, se la competenza non è efficace nel tempo, a non avere altre soluzioni di sopravvivenza.

Ecco che diventa necessario quindi comportarsi sempre in modo da evere più possibilità di scelta.

Ad essere dinamici come l'acqua e non rigidi come il sasso.

Perché la nostra vera forza non risiede tanto nell'essere i migliori in assoluto.

Ma nell'essere i migliori nell'essere differenti.

Perchè come diceva Tiziano Terzani: "solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo".

Perché ricorda sempre questa cosa.

Che nessuno è più bravo di te a fare te.

Un abbraccio,
Lorenzo

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