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Cos'è la Natura e perché ha poco a che vedere con l'ambiente.

Cos'è la Natura e perché ha poco a che vedere con l'ambiente? Molto spesso senza neanche renderci conto utilizziamo la parola "natura" in modo poco efficace. Malgrado sia una delle parole probabilmente più utilizzate nella nostra vita quotidiana, è anche una delle parole più complesse da comprendere nel nostro vocabolario. Infatti oltre ad avere molti significati esprime in profondità uno dei concetti più meravigliosi e straordinari esistenti. Racchiude in sè il concetto stesso dell'esistenza.

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Cos'è la natura: l'ambiente materiale.

Spesso parliamo di "natura" o utilizziamo la parola "natura"  per indicare l'ambiente e quindi tutto il mondo materiale che è intorno a noi.

"L'altro giorno ho fatto una bella passeggiata in mezzo alla natura!" oppure "Bellissimo questo bosco, una natura davvero rigogliosa!" sono tutti esempi di questo concetto.

Utilizziamo quindi la parola "natura" per indicare un luogo esterno da noi.

Le persone che hanno questo concetto vedono la natura come un ambiente rigoglioso, spesso verde [non a caso la Green Economy lo sia], pieno di animali e piante.

Ma questa visione, che forse è la più sentita, è molto antropocentrica.

Non solo.

Crea una netta spaccatura tra ciò che è "naturale" ed "artificiale".

Lo sai perché?

Perché in questo concetto l'uomo non fa parte della natura.

L'uomo è un essere che "sta al di fuori" e quindi tutto ciò che compie e che fa non è "naturale".

Si dice quindi "artificiale".

E per molte persone, soprattutto ambientaliste, una cosa artificiale è una cosa sbagliata e nociva.

Ma siamo sicuri che questo sia il concetto più efficace di "natura"?

Io stesso sono anni che mi batto proprio per eliminare questa barriera.

Che non ci ha permesso di evolverci e di rientrare nel nostro flusso dell'esistenza.

Cos'è la natura: l'universo stesso.

Ma se la Natura non è neanche l'ambiente materiale che ci circonda [rocce, piante, animali, ecc] o almeno non è solo quello, allora cosa è?

Un concetto che io stesso condivido e che porto avanti a spada tratta, è quello che l'uomo non è un esterno spettatore ma è egli stesso all'interno della natura.

Se cambiamo questo semplice paradigma tutto avrà un altro senso.

Tutto diventerà molto più semplice e chiaro.

L'uomo fa parte della natura e quindi egli stesso è natura.

E di conseguenza è natura tutto ciò che egli compie e fa.

Se l'uomo è natura allora quindi di conseguenza lo sono anche il telefonino, la macchina, il computer, ecc.

Ma non solo.

Lo sono anche i suoi comportamenti.

E quindi la domanda successiva è: è giusto che l'uomo sia arrivato tramite i suoi comportamenti a far collassare gli ecosistemi?

Purtroppo molto spesso subentrano in questa domanda mille risposte ambientaliste [la maggior parte] che non condivido.

Affermare: "stiamo distruggendo il pianeta" oppure "stiamo distruggendo la natura" è un grandissimo nonsense.

Che deriva da una visione poco sistemica.

Lo sai perché?

Perché la natura sopravvivrà tranquillamente con o senza di noi.

Il problema semmai è un altro.

Quello che stiamo distruggendo non è la natura, ma è l'equilibrio dell'ecosistema-pianeta nel quale la nostra specie ed altre simili [soprattutto quelle di tipo K] si sono evolute e cresciute.

E nelle quali sopravvivono.

Quindi l'assurdità non è questa.

Ma è che attraverso l'esagerazione delle nostre pratiche umane, stiamo mettendo a repentaglio la nostra stessa sopravvivenza e quella di altre migliaia di specie simili.

Invece per assurdo, ma poi non tanto, stiamo aiutando a crescere le specie che utilizzano strategie di crescita di tipo R, che vivono e prolificano in ambienti più in disequilibrio.

Come funghi, batteri, alcune specie di piante, alcune specie di insetti, ecc.

Ma anche se la crisi climatica sterminasse il 90% delle specie esistenti come è già successo nel passato, la natura non solo ripartirebbe, ma aumenterebbe molto probabilmente nel tempo la sua biodiversità per aumentare le sue chance di sopravvivere [è già successo e noi stessi siamo figli proprio di una di quelle estinzioni di massa].

Ed ecco quindi che appare chiaro che il fallimento [o come chiamo chiamarla io Entropia] è la più grande leva al cambiamento.

Boom!

Ma quindi in questo concetto ecologico e sistemico cosa è la "natura"?

La natura è l'essenza stessa dell'esistenza.

La natura è tutto.

Noi esseri umani, piante, animali, rocce, pianeti, stelle, la gravità, la luce, l'energia e così potrei continuare all'infinito.

Perché la natura è un grandissimo flusso di energia in continuo movimento e mutazione.

É quella che noi chiamiamo più banalmente: Universo.

É ciò che molte religioni monoteiste chiamano: Dio o Allah, ecc.

É uno ma è anche molteplice.

La natura è il tutto.

Ecco perché siamo nei casini.

Ma come mai la natura permette che l'uomo possa estinguersi?

Semplice.

Perché è così che funziona una delle sue più grandi strategie: l'evoluzione [figlia della biodiversità].

E l'uomo come tutto nell'universo, rientra in questa strategia.

La natura utilizza la biodiversità per avere tante possibili soluzioni di sopravvivenza.

Alcune di essere vivranno e cresceranno e in modo molto diverso tra loro.

Altre invece moriranno e si estingueranno.

Quelle che saranno meno in grado di adattarsi ai cambiamenti.

Quelle che non serviranno più allo scopo, obiettivo o funzione dell'universo.

Ma sulle ceneri di quelle che moriranno ne nasceranno tante altre in grado di sopravvivere, di nascere, evolversi ed espandersi.

Ma dipenderà solo da loro se saranno in grado di adattarsi.

Se saranno in grado di trovare la sostenibilità.

Se saranno in grado di trovare l'equilibrio.

Ed ecco quindi che in questo concetto più ampio, le strategie per rigenerare l'ambiente non sono una soluzione diretta alla crisi climatica.

Ma sono una conseguenza ad un equilibrio interiore di ogni singola persona.

Noi stiamo utilizzando senza accorgercene, con la mentalità ambientalista, le stesse strategie che hanno causato questa crisi climatica, sociale ed ambientale.

Utilizzare una borraccia al posto delle bottiglie di plastica è importantissimo per aumentare l'equilibrio dell'ecosistema, ma non sono un punto di partenza.

Sono la diretta conseguenza di una vita in equilibrio.

Sono la diretta conseguenza di una persona felice che è in armonia con se stessa e quindi [di conseguenza] con l'ambiente che la circonda.

L'eco-ansia come la maggior parte delle disfunzioni nascono proprio da questo.

Da non l'aver compreso proprio questo semplice concetto.

Abbiamo paura del collasso dell'ecosistema perché proiettiamo la nostra mente in uno scenario apocalittico ipotetico futuro.

Ma questo è controproducente perché non ti permette di sognare, di creare da visioni virtuose e di abbondanza [proprio come farebbe la natura].

Di conseguenza mettiamo in moto delle abitudini che riteniamo virtuose non per piacere, ma per paura di fallire.

Quindi anche se forse riusciremo ad uscire fuori da questa crisi climatica, avremo però costruito una società al collasso psicologico.

Una società basata sui fondamentalisti, sull'odio e l'intolleranza.

Pensate sia tanto diverso un vegano fondamentalista che grida con odio verso pensieri differenti, rispetto ai movimenti anti-migranti dei nostri giorni?

Queste persone pensano che l'odio e la rabbia si combattano con altro odio e rabbia.

Invece l'odio si combatte solo in un modo.

E purtroppo è quello più difficile di tutti.

Perché si combatte con un'arma che non tutti sono disposti a tirare fuori.

Si chiama compassione e amore.

Ecco perché è difficile creare un mondo sostenibile.

Perché come per l'impollinazione, devono verificarsi contemporaneamente tutta una serie di fattori e in modo abbastanza fluido quasi da sembrare davvero un miracolo.

Bisogna prima di tutto fare in modo che ogni uomo e donna riesca ad esprimere se stesso e la propria biodiversità.

Che riesca a compiere lo scopo per cui ognuno di noi è nato: essere una chance di sopravvivenza della natura.

Poi serve che grazie a questo, si costruisca una comunità che riesca a dirigere il cambiamento ma mai sopprimendo le differenze e la creatività.

Perché sono il motore stesso della resilienza e dell'innovazione.

Quindi dell'evoluzione.

Ma a quel punto avremo già risolto il problema ambientale.

Sai perchè?

Perché il problema oggi della nostra mancanza di visione ed immobilismo rispetto alle tematiche sociali ed ambientali è dovuto soprattutto [ma non solo] al fatto che abbiamo le persone sbagliate nei luoghi sbagliati.

Quasi ogni persona esistente nel mondo, fa un lavoro che non gli piace, ha una vita basata su un sistema di credenze che non è il suo e quindi fa una vita repressa e di privazioni psicologiche.

Pensa cosa potrebbe accadere se mettessimo in ogni luogo persone con grande passione per quello che fanno.

Probabilmente potremo assistere ad una delle più grandi rivoluzioni esistenti.

Se invece di dire ai nostri figli "fate un lavoro sicuro, che vi permetta di stare tranquilli" dicessimo "fate il lavoro che sognate, siate chi vorreste essere", allora saremo in grado di cambiare radicalmente il mondo che oggi conosciamo.

Cambiando un semplicve paradigma.

Ma come dice Donella Measows, i paradigmi sono le cose più difficili da cambiare in un sistema complesso. 

Cos'è la natura: conclusioni.

Dopo queste parole risulta chiaro come l'uomo non sia solo uno spettatore o fautore esterno alla natura.

Ma come sia parte integrante di essa come ogni altra specie esistente nell'universo.

In stretta connessione come in una danza cosmica meravigliosa.

Oggi il pianeta non sta affatto collassando o morendo, ma sta cambiando il suo equilibrio.

Che però è lo stesso equilibrio in cui si è evoluta e cresciuta la nostra specie.

Se mai l'uomo dovesse estinguersi, dopo di noi nasceranno nuove specie che si adatteranno più o meno al nuovo equilibrio.

Questo è il semplice ciclo della vita.

Sta a noi accettarlo e rientrare nel nostro flusso dell'esistenza.

Che non significa vivere la nostra vita passivamente o nella paura di un cambiamento.

Ma significa mettere energia nello stesso obiettivo del sistema complesso più grande.

Dove tutti noi siamo racchiusi: appunto la Natura.

Ma qual è allora Lorenzo lo scopo della natura?

Ovviamente se sapessi rispondere a questa domanda sarei probabilmente miliardario come Bill Gates, ma mi sono fatto una mia idea.

Sai qual è?

Quello di essere complessa.

Aumentare le proprie connessioni [biodiversità], auto-organizzarsi [evolversi aumentando la propria complessità], crescere, morire e tramite la morte permettere ad altre forme di vita di continuare il ciclo.

Un ciclo infinito di trasferimento di energia.

Allora...che ne dici, sei pronto/a ad essere dei nostri?!

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